Stalking: radici, relazioni, eventi

Incontro dibattito, in Bari,  21 maggio 2010, nella sala Consiliare Dalfino

STALKING: radici, relazioni, eventi

Negli ultimi anni si è sviluppata attenzione crescente e sensibilità anche a contesti di relazioni caratterizzati da violenza psichica, quali quello di Mobbing o dello Stalking, che dal 2009 è reato. Centrati, dunque, per i cittadini, i dibattiti come questo odierno, in cui si vuole far luce su dette sequenze di comportamenti che formano, con la loro cornice di riferimento contestuale, gli eventi di stalking — ovvero di molestie e minacce, reiterate.

I comportamenti di persecuzione,  che causano un “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, “un fondato timore per l’incolumità propria […] o di una persona […] legata da relazione affettiva […]” o tali da costringere la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita, sono considerati reato di Stalking.

È utile questa precisazione del Legislatore, che allarga il concetto di danno a conseguenze psichiatriche generiche quale l’ansia o addirittura de-psichiatrizza indicando anche la paura (dunque un’ansia sì, ma motivata dalla realtà) come indicatore del danno. Soprattutto, viene posto il focus sul cambiamento coattivo delle abitudini di vita della vittima  evitando che la vittima stessa subisca anche le “forche caudine” di penosi accertamenti psichiatrici per “dimostrare” d’esser stata ferita dallo stalking. Viene infatti riconosciuto come peculiare l’effetto finale di “restringimento progressivo dello spazio” fino al vero e proprio “imprigionamento” della vittima nelle mura domestiche. Il che, di solito, è conseguenza della privazione della possibilità rispondere agli usuali mezzi di comunicazione (telefono, citofono, cellulare, email, Facebook stesso).

Ecco, dunque, l’effetto finale  – come al solito è in psichiatrìa – del fenomeno: l’isolamento. Infatti, così come nel mobbing si ha un accerchiamento, nello stalking si ha un intrappolamento: lo suggeriscono le radici inglesi dei sostantivi, poiché “to mob” è tipico del branco di animali, che accerchia, mentre “to stalk” descrive l’appostamento.

Nel corso di questo incontro, verranno fornite riflessioni e spunti per approfondimenti, non solo sulle descrizioni dei fatti e le conseguenze psichiche sulle vittime (uso il plurale per gli ovvi riverberi sul sistema di affetti della vittima principale), ma sugli antefatti, ovvero le radici in cui si sviluppano relazioni così distorte:  anche se può apparire ingiusto devo così sottolineare che il contesto di stalking  – non di rado – è legato agli errori delle stesse vittime, nelle prime fasi della persecuzione.

La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione coatta o appostamenti ed intrusioni nella vita privata. Tipico degli “ex”, ma non solo. I concetti chiave, nell’ambito delle scienze del comportamento umano, utili per tentare di comprendere comportamenti spesso perversi (se vogliono arrivare alla distruzione psichica dell’altro o dell’altra) sono quelli di ambivalenza, amore, vendetta, rabbia, danno, distacco, rifiuto, stereotipo maschilista, abbandono, intrusività, coazione, delirio, sadismo, possesso… Questo dà idea della complessità in gioco; complessità che nei sistemi umani s’incastra in tante variabili.

La vittima riceve ferite profonde, giungendo dal disturbo ansioso a quello depressivo, a disturbi del sonno (il molestatore “entra” anche nei sogni, spesso), fino al Disturbo Postraumatico da Stress – e oltre, anche a reazioni psicotiche, cioè gravi. E’ più difficile d’altro canto comprendere le ferite, di solito antiche (e spesso del tutto indipendenti da quelle delle vittime) dello stalker, per la sua storia personale familiare o anche alla luce di profonde distorsioni del contesto sociale di appartenenza. Ma a questo è legata la sua speranza di guarigione, se intraprende un percorso di cura (benché non sia spesso dimostrabile una patologia psichiatrica conclamata).

Vi sono contesti umani in cui lo stalking mi sembra sovrapponibile al cosiddetto vecchio “delitto d’onore”. Come nel caso del mobbing, la violenza, sanzionata e inseguita dalle Leggi e dai loro Esecutori, si è spostata dal livello fisico a quello psichico. “Curare” il contesto è anche compito delle Leggi di difesa dei Diritti civili. Queste riflessioni nascono dalle storie che mi sono state raccontate dalla gente in più di trent’anni  d’esperienza nell’ascolto e nella cura dei problemi umani.

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