In difesa della salute mentale: suggerimenti alle famiglie

Nella logica della complessità, che caratterizza l’attuale clima scientifico, anche il disturbo psichico è oggi riconosciuto come legato all’intrecciarsi di fattori differenti (a livello biologico, individuale, relazionale..). Per impedire che una persona soffra di disagio psichico, o “mentale” o – come comunemente si dice – di “esaurimento” cioè per fare prevenzione, occorre, quindi,  agire al livello (ossia nel contesto) dei differenti fattori.

Noi non sappiamo, spesso, nel caso singolo, quale fattore sia predominante, per cui dobbiamo intervenire su tutti i contesti di possibile rischio. Un livello d’intervento privilegiato è la famiglia, come luogo e spazio di rapporti umani intensi, in cui si sviluppa una specie di “gioco” – fatto di mosse reciproche – di relazioni complesse. Noi terapeuti familiari vediamo la famiglia come formata dalla rete di rapporti fra le persone, rapporti che sono fatti dalle parole, ma soprattutto dagli sguardi, dai toni delle voci, dai gesti, dalle espressioni dei volti, dalle azioni dalle emozioni…, che ci segnalano, di volta in volta, in quale situazione affettiva ci troviamo rispetto all’altro.

Noi pensiamo che i comportamenti, l’affettività positiva e negativa, le idee delle persone, in famiglia, sono connessi e s’influenzano reciprocamente. E’ come se i familiari siano uniti dai fili invisibili dei loro rapporti pur conservando la loro individualità, e quindi i comportamenti delle persone modellino e siano modellati, entro determinati limiti,  in particolare in certi periodi della vita della famiglia. In ogni famiglia – ed in realtà in ogni gruppo umano in cui le persone vivono insieme abbastanza a lungo – si gioca un gioco, si formano dei modi stabili di stare insieme, si perseguono obiettivi.

Una famiglia può funzionare bene per certi obiettivi  (i soldi, la carriera, il riuscire a rimanere insieme “nonostante tutto”) ed essere un fallimento in altri. Si può persino ipotizzare che a volte le stesse “abitudini” che fanno vincere in un campo, causino il fallimento in un altro.   Per esempio: il molto tempo che un genitore impegnato “in carriera” passa fuori casa, può essere legato a  difficoltà di rapporto. Per questo s’impegna tanto nella carriera.

Nella famiglia i fili formati dai rapporti devono permettere sostegno ed autonomia; dovrebbero così essere la trama di una rete di protezione, mentre volteggiamo tra le acrobazie della vita quotidiana. Ma nei fili si possono formare dei nodi, o i fili possono trasformarsi in legami che imprigionano le persone,  proprio perché si vogliono anche bene e sono reciprocamente importanti,  aggiungendosi  così ai numerosi legami che la condizione di esseri umani comporta. In questo senso aiutare la famiglia a preservare la salute mentale di tutti i familiari è sempre anche voler aiutare ad  aumentare la loro libertà individuale.

Se d’altra parte,  in certe condizioni,  coincidenze,  concatenazioni di eventi,  una persona manifesta disagio, (ciò non è detto sia un disturbo psichico),  comunque la famiglia per fronteggiare la situazione dovrà rinsaldare le maglie della rete di protezione  fornita dalle relazioni. I seguenti suggerimenti, necessariamente semplificati,  certamente assai lontani dall’essere esaurienti, nascono dai fili che abbiamo seguito nel lavoro terapeutico e che hanno dimostrato di essere aiuto alle famiglie più sfortunate, al cui fianco abbiamo ”sfidato” il labirinto, e che hanno aiutato noi a comprendere qualcosa di più sul comportamento umano.

Speriamo che riuscire a seguirne qualcuno che ritenete più vicino alla vostra situazione possa esservi utile  nel migliorare le relazioni con i vostri familiari.

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